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Le pavimentazioni in parquet si distinguono seguendo la seguente classificazione:
1. massicco senza incastri grezzo da finire in opera;
2. massiccio con incastri grezzo da finire in opera;
3. massiccio con incastri prefinto(o prelevigato da trattare in opera);
4. multistrato 2 strati prefinto(o prelevigato da trattare in opera);
5. multistrato 3 strati prefinto(o prelevigato da trattare in opera);
6. intarsiato;
I pavimenti multistrato sono composti da uno strato superiore in legno nobile, il cui spessore è variabile. Comunemente si aggira dai 3 ai 5 mm. Se lo strato nobile fosse al di sotto di 2,5 mm. di spessore non possiamo parlare di parquet, non sarebbe la definizione giusta.
Quando lo strato di legno nobile è incollato su un supporto in legno dolce si parla di "parquet 2 strati", con il supporto che può essere in multistrato (cioè più sfoglie da circa 1 mm. di spessore l'una impiallacciate), o in lamellare (cioè una sola sfoglia spessa più millimetri).
I multistrati in betulla europea rappresentano il top della stabilità. Lo strato superiore in legno nobile eventualmente può essere controbilanciato incollando una lamina in legno sulla superficie del supporto che andrà a contatto con il massetto per la posa.
Lamina che per dare stabilità al prodotto finale dovrà essere della stessa essenza del legno nobile in superficie o di una essenza compatibile con la stessa. In questo caso avremo un "sandwich" simmetrico che da vita al cosiddetto "parquet 3 strati", che generalmente permette di raggiungere dimensioni, in lunghezza ed in larghezza, più grandi rispetto alla tipologia 2 strati.
Ed è anche l'unica tipologia che offre la possibilità di posare il parquet con il sistema "flottante" oltre che con la classica posa a colla, in quanto propone il massimo della stabilità. Generalmente i parquet 2 o 3 strati vengono forniti già finiti sia nella lavorazione superficiale che nel trattamento, naturale od in colore. Trattamenti che possono essere fatti utilizzando la vernice o gli olii, vegetali o non. In questi casi si parla di parquet prefinto. Non tutte le essenze si comportano nel tempo nella stessa maniera, sia per l'ossidazione che per la stabilità. Soprattutto in prossimità di riscaldamento a pavimento và prestata attenzione alla scelta della tipologia stratografica ed alla dimensione del parquet, per non parlare della scelta dell'essenza idonea, visto che non tutte sono compatibili con il calore trasmesso dai pannelli radianti a pavimento, e della classificazione del legno (1°scelta, scelta fiammata, scelta nodata ecc.).
Attenzione particolare anche al tipo di posa da utilizzare in base alla situazione strutturale del cantiere ed alla tipologia del legno stesso. Il posatore del parquet ha sempre l'onere di controllare l'umidità residua del massetto e del legno prima della posa, per verificare se i parametri sono giusti a poter effettuare il lavoro. Lo spessore minimo del massetto cementizio per ricevere la posa a colla del parquet è di cm. 4 almeno, previa impermeabilizzazione-separazione tra il massetto stesso ed il solaio sottostante, per evitare trasmissione di umidità.